06
Ottobre
2016

LA DITTATURA DELLA LEGGE 107 sulla scuola

La nota del ministero sull’organico dell’autonomia si pone come nuova frontiera pubblicitaria della Legge 107, con valore meramente politico e propagandistico, più che un possibile strumento di supporto alle istituzioni scolastiche.

Di contro, le nostre osservazioni non possono che avere valore di merito.

Per la Uil Scuola il documento rappresenta, ad inizio di anno scolastico, un ulteriore tentativo per dire che tutto va bene. La situazione nelle scuole è diversa.

Qui siamo al Bignami della 107.

Pagine intere per dire che la normativa, relativa all’esonero e al semiesonero dei docenti vicari del capo d’istituto, è abolita.

Lo sforzo maggiore della nota sembra tutto orientato a dimostrare l’unitarietà dell’organico dell’autonomia e la centralità dell’autonomia scolastica nelle scelte da adottare.

Ma, questi due obiettivi, ancorché importati, sono contraddetti pesantemente dalla nota stessa:

a)    manca un riferimento chiaro e forte ai compiti, alle funzioni e alla centralità degli organi collegiali;

b)    manca il riferimento alla normativa sull’autonomia scolastica ( il DPR n. 275/99).

c)    dire che è possibile nominare i supplenti solo per la sostituzione dei docenti impegnati su ore curricolari, equivale a sancire la separatezza e il peso diverso che si assegna all’organico dell’autonomia, sancendone la divisione in due organici. Il primo di seria A, il secondo di B.

A questo proposito sarebbe meglio riconoscere ai singoli dirigenti la decisione della sostituzione.

Si danno responsabilità nuove e si negano le vecchie.

Mentre il ministero cerca di enfatizzare i pregi della legge del Governo sulla scuola, come se fosse la panacea di tutti i mali del nostro sistema di istruzione, nella scuola, quella reale, restano tutti i problemi di gestione del personale che avranno ricadute pesanti sul buon funzionamento delle scuole stesse.

La nota mostra dunque tutti i suoi limiti lasciando molti  problemi aperti che vanno (ri)assunti in un  confronto con il ministro a cui abbiamo chiesto un incontro specifico.

Appare comunque utile e proficuo il richiamo al rispetto delle  disposizioni normative e contrattuali e delle prerogative sindacali per risolvere le tante complicazioni  in atto nelle scuole e per aprire una nuova stagione di confronto costruttivo che coinvolga anche il livello della gestione concreta.

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